Mastoplastica Riduttiva
La mammella ipertrofica
Le ipertrofie mammarie possono essere di grado diverso, lievi, moderate, e grandi fino ad arrivare alla gigantomastia.
- ipertrofie ghiandolari essenziali
- ipertrofie adipose, associate in genere ad una obesità generalizzata
- ipetrofie mammarie miste
- ipertrofie post gravidiche
- ipertrofie della menopausa, dovute in genere ad un aumento della componente adiposa che subisce un processo degenerativo (liposclerosi)
Intervento chirurgico
La mastoplastica riduttiva comporta l’asportazione di una o più porzioni di tessuto ghiandolare e grassoso e la ricostruzione del seno con la parte residua.
Esistono una serie innumerevoli di tecniche chirurgiche per la mastoplastica riduttiva , a seconda del caso da risolvere e dell’entità del problema.
Gli obiettivi finali sono:
- un seno di dimensioni più adeguate, con un complesso areola capezzolo (CAC) posizionato più in alto
- una forma generale più armoniosa e più alta stabilità del risultato simmetria
- conservare la sensibilità
- cicatrici limitate
- preparazione del lembo dermo ghiandolare porta – areola , che potrà essere superiore, laterale, mediale o inferiore
- la simmetrica eliminazione del tessuto ghiandolare, cutaneo e adiposo in eccesso
- rimodellamento e riposizionamento della ghiandola mammaria residua.
Periodo post operatorio
Medicazione compressiva per 24-48 ore; rimozione delle suture dopo 10-14 giorni dall’intervento; ecchimosi, gonfiore per 1-2 settimane dopo l’intervento; reggiseno contenitivo per un mese.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Novembre 2009 00:20 )
