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Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli

Chirurgia Plastica Estetica
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MASTOPLASTICA - MASTOPESSI

 

L’intervento di aumento del seno è doloroso?
No. Dopo l’intervento può manifestarsi un lieve indolenzimento nella regione mammaria che potrà essere efficacemente controllato con degli analgesici.
Il seno rifatto sembrerà naturale?
Un seno operato di mastoplastica additiva è simile ad un seno naturale a condizione che le protesi utilizzate siano di forma e dimensioni adeguate al fisico della paziente, siano posizionate sotto il muscolo pettorale e non insorgano complicanze come la contrattura capsulare.
Il seno operato di protesi si riconosce al tatto?
 Se le protesi sono ben posizionate e non vi sono reazioni da parte dell’organismo (come ad esempio la contrattura capsulare), il seno operato è molto naturale al tatto.
Dopo l’intervento di mastoplastica additiva, potrò allattare?
Molte donne con protesi mammarie allattano tranquillamente i propri figli. Studi recenti indicano che le donne con protesi mammarie non presentano livelli di silicone più alti nel latte di quelle con protesi mammarie.
Cosa succede al seno rifatto durante una gravidanza?
Durante la gravidanza i seni operati si comporteranno come un seno normale e quindi si ingrandiranno e saranno sottoposti a tutte le usuali modifiche associate alla gravidanza. La quantità di aumento del seno varierà da donna a donna ma sarà ovviamente in parte influenzato dalle dimensioni della protesi.
Quando potrò viaggiare in aereo o fare immersioni subacquee?
Non esiste nessuna controindicazione a viaggiare in aereo o a fare immersioni subacquee con protesi con gel di silicone. A volte le protesi riempite con soluzione fisiologica (acqua), se troppo sollecitate a pressioni idrostatiche, potrebbero subire delle perdite e quindi sgonfiarsi.
Dopo l’intervento di mastoplastica additiva perderò la sensibilità al capezzolo?
Dopo l’intervento di aumento del seno la sensibilità del capezzolo potrebbe aumentare o diminuire. Questa variazione molto spesso è temporanea e solo in pochi casi può diventare permanente.
Dopo l’intervento è obbligatorio o consigliato l’uso di un reggiseno?
R. Dopo l’intervento è consigliato l’uso di un reggiseno rinforzato per circa un mese. Dopodiché la paziente è libera di decidere se usare o meno il reggiseno,sebbene è consigliato.
Posso abbronzarmi al sole o in un istituto di bellezza se ho le protesi?
Si, ma non prima di due mesi dall’intervento chirurgico e comunque non prima di un anno sulla cicatrice attraverso cui è stata inserita la protesi.
Dopo quanto tempo dall’intervento posso ricominciare a fare sport?
Normalmente dopo l’intervento di mastoplastica additiva occorre attendere un mese prima di ricominciare a svolgere qualsiasi attività, soprattutto quella sportiva. Inoltre è consigliabile limitare l’attività fisica e l’esposizione al sole fino a quando l’incisione non sia completamente cicatrizzata al fine di non produrre sudorazione nei pressi dell’incisione durante il processo di cicatrizzazione.
Le protesi al silicone sono sicure?
Si. Studi scientifici hanno dimostrato che non esiste alcuna evidenza che le protesi di silicone siano responsabili di malattie gravi del corpo. Le donne sono costantemente esposte al silicone quotidianamente. Il silicone, infatti, può essere contenuto in molti oggetti che comunemente si trovano in casa, come sostanze lucidanti, abbronzanti e creme per le mani, saponi, alimenti e rivestimenti.
In che modo le protesi mammarie influenzano la mammografia?
Le protesi mammarie possono rendere l’indagine mammografia meno agevole solo nel caso in cui siano posizionate al di sopra del muscolo pettorale (sottoghiandolari). Se, invece, le protesi mammarie sono posizionate al di sotto del muscolo pettorale il radiologo non avrà alcuna difficoltà a svolgere la sua indagine.
E’ possibile rimuovere le protesi e se si, dopo quanto tempo dal primo intervento?
Si. La rimozione delle protesi è un intervento chirurgico semplice che può essere eseguito in qualsiasi momento
Le protesi mammarie di silicone possono causare il tumore al seno?
Nessuno studio ha mai dimostrato che l’impianto di protesi al silicone possa causare o aumentare la percentuale di cancro alla mammella.
L’inserimento delle protesi potrebbe causare smagliature al seno
Solo nel caso che si utilizzino delle protesi di dimensione eccessiva in una paziente con una cute non particolarmente elastica.
Quanto tempo durano le protesi mammarie?
Le più importanti case produttrici di protesi (Mc Ghan, Mentor, Silimed) garantiscono le protesi mammarie per circa dieci anni, dopodiché consigliano la loro sostituzione per evitare eventuali deformazioni o sgonfiamenti delle protesi dovuti all’uso prolungato delle stesse. In realtà se non sussistono problemi specifici le protesi possono essere mantenute tranquillamente per un tempo indeterminato.

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MASTOPESSI


Ho 15 anni e ho già un seno molto grande (7° misura). Che problemi mi potrebbe provocare in futuro?
R. La gigantomastia (o ipertrofia mammaria), cioè l’eccessivo volume e peso del seno, può provocare disturbi come dolore alla schiena, soprattutto alla regione cervicale e lombare, dolore alla regione mammaria, a volte problemi di respirazione, ulcerazione nella piega sottomammaria e in corrispondenza delle spalline del reggiseno, nonché problemi psicologici e sociali che possono condizionare la donna nella vita quotidiana e/o nell’attività sportiva e sessuale.
D. Da cosa dipende l’eccessivo volume del seno e come può essere ridotto? E’ sufficiente una dieta?
R. Nelle donne non in sovrappeso, l’eccessivo volume del seno è predeterminato fin dalla nascita. In una donna intorno ai 20 anni, il volume del seno è costituito per circa il 50% da tessuto ghiandolare e per circa il 50% da tessuto adiposo (grasso). Negli anni la percentuale di tessuto ghiandolare diminuisce per essere sostituita da tessuto adiposo. Per diminuire il volume di un seno troppo grande non è sufficiente la dieta o l’esercizio fisico in quanto né l’una né l’altro agiscono sulla percentuale di tessuto ghiandolare che può essere ridotto solo mediante un intervento di mastoplastica riduttiva.
D. Dopo un intervento di riduzione del seno, potrò allattare normalmente?
R. Le donne operate di mastoplastica riduttiva possono avere dei problemi ad allattare, soprattutto quando la riduzione del volume del seno sia stata particolarmente abbondante.
D. Come e dove vengono fatte le cicatrici nell’intervento di riduzione del seno?
R. A seconda che si tratti di piccole, medie o grandi riduzioni, le incisioni possono essere effettuate solo intorno all’areola o scendere verticalmente fino al solco sottomammario e lungo la piega inferiore del seno (cosiddetta incisione a forma di ancora o a T rovesciata). La mastoplastica riduttiva lascerà cicatrici permanenti più o meno visibili che resteranno comunque nascoste all’interno del reggiseno o del costume da bagno.
D. L’intervento di riduzione del seno è doloroso?
R. No. Dopo l’intervento può manifestarsi un lieve indolenzimento nella regione mammaria che potrà essere efficacemente controllato con degli analgesici.
D. Ho 38 anni e dopo due gravidanze il mio seno, che prima era una quarta misura, è diventato più piccolo e cadente. Che cosa posso fare per tornare come ero prima?
R. L’intervento indicato per risolvere il suo problema è il lifting del seno, tecnicamente detto mastopessi. Le donne che richiedono questo tipo di intervento sono soprattutto quelle il cui seno ha perso la forma e il volume originari per effetto di fattori quali la gravidanza, l’allattamento, la forza di gravità e l’invecchiamento. L’intervento di mastopessi è particolarmente indicato per donne con seni piccoli e cadenti perché nel caso di seni molto abbondanti il risultato estetico ottenuto può venire successivamente compromesso dagli effetti della gravità. Se la paziente desidera risollevare il seno caduto e ripristinare il volume che è stato perso, è consigliabile associare alla mastopessi anche l’inserimento di una piccola protesi mammaria.
D. Vorrei risollevare il seno senza però mettere delle protesi. Esiste un intervento che mi dia questo risultato senza lasciare cicatrici?
R. No. L’intervento di mastopessi comporta necessariamente delle cicatrici o solo intorno all’areola (nelle piccole mastopessi round-block) o periareolare e verticalmente fino al solco sottomammario (mastopessi a cicatrice verticale) o anche lungo la piega inferiore del seno (mastopessi a T rovesciata o ad ancora).
D. Le cicatrici nella mastopessi e nella mastoplastica riduttiva sono molto evidenti?
R. La mastopessi e la mastoplastica riduttiva lasciano cicatrici la cui migliore o peggiore qualità dipenderà non solo dall’abilità del chirurgo ma soprattutto dalla capacità congenita di cicatrizzare della singola paziente.
D. Dopo l’intervento di riduzione del seno, la sensibilità del capezzolo resterà la stessa?
R. Talvolta si può verificare un’alterazione della sensibilità dell’areola e del capezzolo che è nella maggior parte dei casi transitoria e solo raramente permanente.

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PEELINGS

D. Ho 56 anni e la pelle del mio viso presenta delle rughe sulla fronte e intorno agli occhi e alla bocca e sono comparse delle piccole macchie scure sulle guance. Quale trattamento mi consiglia per eliminare le une e le altre?
R. Il trattamento più indicato per eliminare questi difetti è costituito dai peelings chimici.
I peelings sono delle soluzioni chimiche che consentono di migliorare e levigare la cute del volto rimuovendo gli strati più superficiali danneggiati da eventi patologici (cicatrici, esiti da acne, lesioni precancerose, ecc.), da iperpigmentazione o dagli effetti dell’invecchiamento (rughe, perdita di elasticità e tonicità della pelle, ecc.).
A seconda dello strato dell’epidermide su cui agiscono i peelings si distinguono in superficiali (AHA), intermedi (TCA) o profondi (Fenolo).
I peelings superficiali (AHA) come l’acido glicolico, l’acido lattico, ecc, consentono di eliminare le rughe più superficiali del volto e delle mani, restituire tonicità alla cute, rimuovere piccole macchie della pelle e migliorare la qualità della cute acneica e gli esiti da acne.
I peelings intermedi (TCA), utilizzati a varie concentrazioni, permettono di eliminare le rughe meno superficiali del volto e di rimuovere le macchie della cute e piccole cheratosi .
I peelings profondi derivati del fenolo, usati a varie concentrazioni, consentono di eliminare le rughe più profonde del volto, rinnovare completamente la cute, rimuovere le macchie anche più estese e le lesioni precancerose e migliorare le cicatrici e gli esiti da acne.
Il trattamento con peelings superficiali e intermedi non richiede alcun tipo di anestesia, mentre i peelings profondi necessitano di una anestesia locale con sedazione e vengono effettuati in regime di day hospital o con ricovero in clinica per una notte.
D. Ho dei brutti esiti da acne giovanile sulle guance. Vorrei sapere se esistono dei trattamenti estetici in grado di eliminarli e se sono dolorosi.
R. La medicina e la chirurgia estetica consentono di migliorare gli esiti da acne, anche se nessun trattamento è in grado di eliminarli del tutto. A mio parere i trattamenti di medicina estetica più indicati per la correzione del suo problema sono la dermoabrasione, i peelings chimici e il laser.
La dermoabrasione è un trattamento che consente di migliorare le irregolarità della cute eliminandone lo strato più superficiale e donandole un aspetto più levigato e regolare.
La dermoabrasione viene generalmente eseguita in anestesia locale e in regime di day-hospital, ma per trattamenti molto estesi (es. dermoabrasione dell’intero volto) può essere necessario il ricorso all’anestesia generale con conseguente ricovero in clinica per una notte.
Le cicatrici e gli esiti da acne possono essere migliorati anche mediante peelings chimici.
I peelings sono delle soluzioni chimiche che consentono di migliorare e levigare la cute del volto rimuovendo gli strati più superficiali danneggiati da eventi patologici (cicatrici, esiti da acne, lesioni precancerose, ecc.), da iperpigmentazione o dagli effetti dell’invecchiamento (rughe, perdita di elasticità e tonicità della pelle, ecc.).
Il trattamento con peelings superficiali e intermedi non richiede alcun tipo di anestesia, mentre i peelings profondi necessitano di una anestesia locale con sedazione e vengono effettuati in regime di day hospital o con ricovero in clinica per una notte.
L’acne può essere trattata anche con il laser erbium.  prima del trattamento viene applicata una pomata anestetica oppure viene praticata un’anestesia locale.
Infine, i fillers come l’acido ialuronico possono essere utilizzati per correggere le piccole depressioni della cute, ma non per riempire le cicatrici lasciate dall’acne. Le ricordo, però, che trattandosi di materiali riassorbibili, il miglioramento apportato è solo temporaneo e necessita di essere ripetuto a distanza di alcuni mesi.
D. Dopo quanto tempo dal trattamento con i peelings chimici potrò farmi vedere in pubblico?
R. Quando vengono utilizzati peelings superficiali, il paziente può tornare al lavoro già dal giorno dopo in quanto gli unici postumi consistono in un lieve rossore che permane per 1-2 ore e, talvolta, nella formazione di qualche piccola crosticina che scomparirà dopo 3-4 giorni e sarà comunque occultabile con del trucco. Quando vengono usati peelings intermedi, bisognerà attendere circa una settimana perché oltre ad un rossore iniziale, dopo 3-4 giorni si avrà un’esfoliazione che si completa dopo 6-7 giorni. Nel caso di peelings profondi, invece, il tempo di guarigione sarà leggermente più lungo e il paziente non sarà presentabile per circa due settimane in quanto la zona trattata risulterà gonfia ed edematosa, andrà incontro a desquamazione, e si rinnoveranno tutti gli strati della cute in 7-10 giorni.
D. Quali sono i rischi e le complicanze di questo tipo di trattamento?
R. Il trattamento estetico mediante peelings chimici è generalmente molto sicuro. Si tratta comunque di una procedura delicata dove le complicanze (difetti di ipo o iperpigmentazione, infezione e cicatrici anomale) sono rare ma possono accadere ed essere facilmente risolte solo se il trattamento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica.

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RIDUZIONE RUGHE

D. Qual è il trattamento più indicato per eliminare o attenuare le rughe del viso?
R. Le rughe del viso possono essere efficacemente migliorate o eliminate attraverso diversi trattamenti di medicina estetica (quali peelings, fillers, dermoabrasione, laser, lipofilling e tossina botulinica) o, nel caso di rughe particolarmente profonde, attraverso interventi di chirurgia estetica (lifting).

- Peelings: I peelings sono delle soluzioni chimiche che consentono di migliorare e levigare la cute del volto rimuovendo gli strati più superficiali danneggiati dagli effetti dell’invecchiamento (rughe, perdita di elasticità e tonicità della pelle, ecc.).

- Fillers: I fillers sono dei materiali di riempimento che vengono iniettati mediante sottilissimi aghi all’interno delle rughe. I materiali di riempimento possono essere riassorbibili, semipermanenti o permanenti.

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- Laser: I laser che vengono utilizzati per il trattamento delle rughe sono i cosiddetti laser “resurfacing”. Tra questi i più efficaci sono il laser erbium,

- Lipofilling: La tecnica del lipofilling consiste nel prelevare piccole quantità di grasso da una parte del corpo che vengono poi iniettate nelle rughe mediante siringa dotata di un sottile ago. Questo trattamento è particolarmente indicato per le rughe della regione zigomatico-oculare.

- Tossina botulinica: La tossina botulinica è un farmaco che permette di inibire temporaneamente l’azione dei muscoli mimici del volto riducendo la formazione delle rughe da espressione.

- Lifting: Il lifting è un intervento di chirurgia estetica che consente di eliminare le rughe più profonde e l’eccesso di grasso, riposizionando i muscoli del viso e distendendo la pelle della faccia e del collo.

Il miglior trattamento delle rughe del volto è dato in genere da una corretta combinazione dei rimedi sopra illustrati.


D. Che cosa sono i fillers e come agiscono sulle rughe?
R. I fillers sono dei materiali di riempimento che vengono iniettati all’interno delle rughe per colmare mancanze di tessuto sottocutaneo. I fillers possono essere riassorbibili, semipermanenti o permanenti.
I fillers riassorbibili hanno il vantaggio di essere facilmente tollerati dall’organismo ma danno un aumento di volume temporaneo (dai 4 agli 12 mesi).
I materiali riassorbibili sono essenzialmente due: il collagene e l’acido ialuronico.
I prodotti commerciali più comuni contenenti acido ialuronico sono: “Restylane”, “Perlane”, “Juvederm”, “Hylaform”, “Surgiderm”, mentre quelli contenenti collagene sono: “Zyderm” e “Zyplast” (entrambi di origine bovina), “Cosmoderm” e “Cosmoplast” (più recenti e più sicuri perché non di origine bovina).
I fillers semipermanenti hanno il pregio di dare un risultato estetico più duraturo (dai 12 ai 36 mesi) ma, , possono provocare reazioni da corpo estraneo.
I materiali semipermanenti sono essenzialmente tre: l’acido polilattico, il collagene associato al polimetilmetacrilato oppure l’acido ialuronico associato a un idrogel acrilico.
I prodotti commerciali più comuni sono: “New fill” o “Sculptra”, “Artecoll”, “Dermalive” e “Reviderm intra”
I fillers permanenti hanno il vantaggio di dare un risultato estetico definitivo ma talvolta possono dare una reazione di rigetto non prevedibile e difficilmente controllabile e correggibile.
Il silicone in forma di gel iniettabile è un filler permanente il cui uso è stato vietato dalla legge italiana agli inizi degli anni ’90 per i numerosi effetti collaterali cui può dare adito.
Attualmente i prodotti più comuni ammessi in commercio sono: “Bioalcamid” e “Aquamid”.
Io personalmente preferisco utilizzare fillers riassorbibili perché consentono al paziente di decidere se proseguire il trattamento o tornare alla sua condizione naturale e non provocano alcun effetto collaterale.

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BLEFAROPLASTICA

D. Vorrei risollevare le palpebre superiori e, se possibile, eliminare le occhiaie, ma non vorrei che si vedessero le cicatrici. Esiste un intervento o un trattamento capace di risolvere il mio problema senza lasciare cicatrici?
R. La blefaroplastica è un intervento chirurgico che consente di correggere difetti quali palpebre superiori cadenti, borse di grasso e occhiaie che rendono lo sguardo affaticato, invecchiando la fisionomia del volto e interferendo talvolta con la vista.
La chirurgia estetica delle palpebre consiste nella rimozione di cute e grasso in eccesso localizzati nelle palpebre superiori e inferiori e nel riposizionamento del sopracciglio cadente.
Nella procedura chirurgica più comune, consistente nel rimodellamento del muscolo orbicolare e delle borse adipose e nella rimozione dell’eccesso di cute, le incisioni vengono eseguite nella piega delle palpebre superiori e inferiori e risultano praticamente invisibili.
Se sono presenti solo delle borse adipose nella palpebra inferiore e non è necessario rimuovere l’eccesso cutaneo, il chirurgo può eseguire la cosiddetta blefaroplastica transcongiuntivale, senza praticare incisioni cutanee esterne.
D. Da cosa dipendono le borse sotto gli occhi? Come si possono eliminare o migliorare?
R. La presenza delle cosiddette “borse” sotto gli occhi dipende dalla fuoriuscita del tessuto adiposo perioculare causata dal rilassamento (congenito o dovuto all’invecchiamento) delle strutture di sostegno come la cute, il muscolo orbicolare e il setto orbitario. Non esistono creme o trattamenti estetici in grado di attenuare o eliminare questo tipo di difetto. L’unico rimedio è chirurgico e consiste nella rimozione della pelle e del grasso in eccesso mediante un’incisione che può essere interna alla palpebra (come nella blefaroplastica transcongiuntivale) o esterna ma comunque nascosta nella piega delle palpebre.
D. E’ possibile modificare la forma dell’occhio?
R. Si. Con la blefaroplastica è possibile modificare la forma dello sguardo mediante il sollevamento e/o il riposizionamento dell’angolo laterale dell’occhio (cosiddetta cantoplastica e cantopessi). Questo tipo di intervento è generalmente richiesto dai pazienti che desiderano avere lineamenti più simili a quelli degli orientali.
D. Da cosa dipendono e come si possono attenuare le occhiaie?
R. La comparsa delle cosiddette “occhiaie” dipende dal fatto che a causa dell’invecchiamento o di altri fattori congeniti (pelle molto sottile, mancanza di tessuto adiposo sottocutaneo, ecc.), il muscolo orbicolare, di color rosso scuro, appare in trasparenza creando una specie di ombra scura sotto la palpebra. Talvolta questo fenomeno è associato alla presenza di borse sotto gli occhi causate dalla lassità delle strutture di sostegno del grasso perioculare. Le occhiaie possono essere migliorate, in alcuni casi, con un intervento di lipofilling (che consiste nel prelevare mediante un sottile ago o una cannula piccole quantità di grasso che vengono poi iniettate nell’area palpebrale depressa), o con un innesto di tessuto adiposo o, nel caso siano presenti anche delle borse, mediante un intervento di blefaroplastica associato ad un trasferimento verso il basso del tessuto adiposo in eccesso, mentre se le occhiaie sono dovute principalmente ad un fenomeno di iperpigmentazione, è preferibile ricorrere semplicemente all’uso di un laser resurfacing.
D. La blefaroplastica può essere eseguita in anestesia locale e in day hospital?
R. Si. La blefaroplastica viene generalmente eseguita in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete svegli ma rilassati e insensibili al dolore) e in regime di day-hospital. Nei casi in cui il rimodellamento delle palpebre sia particolarmente impegnativo o associato ad altri interventi chirurgici (es. lifting cervico-facciale) sarà necessaria l’anestesia generale e il ricovero in clinica per una o due notti.
D. Dopo quanto tempo dall’intervento potrò rimettere gli occhiali o le lenti a contatto?
R. Dopo l’intervento gli occhiali potranno essere indossati già dopo le prime 24 ore, mentre per le lenti a contatto occorrerà attendere circa una settimana.
D. Dopo quanto tempo potrò espormi al sole o alle lampade UVA?
R. Come per tutte le cicatrici, nei primi 6-12 mesi è sconsigliato esporle al sole per evitare la loro iperpigmentazione che le renderebbe più visibili. E’ però possibile già dopo un mese dall’intervento esporsi al sole con l’uso di lenti protettive o di creme a schermo totale.

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OTOPLASTICA

D. L’intervento per correggere le orecchie a sventola è doloroso? Il risultato sarà naturale?
R. L’otoplastica non è un intervento doloroso. L’intervento viene generalmente eseguito negli adulti e negli adolescenti in anestesia locale con sedazione e nei bambini in anestesia generale. Il risultato estetico, se l’intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica esperto nel modellamento del padiglione auricolare, è generalmente molto buono e naturale
D. A che età ci si può operare di otoplastica?
Non esistono limiti di età per sottoporsi alla otoplastica, ma è preferibile aspettare la fine dello sviluppo del padiglione auricolare che avviene generalmente intorno ai 4 anni o l’insorgere di una forte motivazione personale.
Nei bambini questo tipo di intervento è eseguito generalmente tra i 6 e i 14 anni cioè nell’età in cui certi difetti estetici diventano fonte di imbarazzo nel rapporto con i coetanei e possono dare origine a profonde insicurezze.
La otoplastica è comunque frequente anche negli adulti e consente di ottenere gli stessi ottimi risultati estetici.
D. Dopo l’intervento di otoplastica, potrò legarmi i capelli o rischio che si vedano le cicatrici?
R. Nell’otoplastica le incisioni sono assolutamente invisibili in quanto rimangono nascoste dietro il padiglione auricolare.
D. Quando potrò farmi la doccia?
R. Dopo aver tolto la medicazione “a turbante” che viene applicata al termine dell’intervento di otoplastica e che deve essere mantenuta per circa due giorni, potrete lavare delicatamente le orecchie anche per tenere pulite le ferite, ma per fare la doccia occorrerà attendere almeno dieci giorni in modo che le incisioni si siano cicatrizzate. Il bagno in mare o in piscina è sconsigliato per almeno 1 mese.
D. Dopo quanto tempo potò rimettermi gli occhiali?
R. Dopo l’intervento di otoplastica è sconsigliato l’uso degli occhiali per almeno un mese. L’incisione viene comunque fatta dietro il padiglione auricolare e quindi non ci saranno problemi, una volta che i tessuti si siano consolidati, a indossare gli occhiali.
D. Ho sempre avuto l’abitudine di portare degli orecchini molto pesanti che col tempo mi hanno allungato e dilatato il foro dei lobi. Cosa si può fare?
R. Questo difetto può essere corretto mediante un intervento di chirurgia plastica che consente di richiudere il foro e riparare il lobo cosiddetto “bifido”. Dopo alcune settimane dall’intervento è possibile praticare un nuovo foro leggermente spostato rispetto al precedente per non traumatizzare nuovamente i tessuti appena riparati.
D. L’intervento di otoplastica può comportare rischi per l’udito?
R. No perché l’intervento interessa solamente il padiglione auricolare e non tocca l’orecchio interno.
D. L’otoplastica può essere eseguita con il laser? L’uso del laser che vantaggi comporta?
R. Il laser può essere usato nella otoplastica per sostituire il bisturi al momento dell’incisione iniziale, ma non comporta alcun particolare vantaggio in quanto la cicatrice rimane la stessa e la riuscita dell’intervento dipende dall’abilità del chirurgo nel modellare e suturare la cartilagine del padiglione auricolare e non nell’incisione praticata.

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MENTOPLASTICA, MALAROPLASTICA

D. Ho un naso abbastanza importante e un mento sfuggente. Mi hanno consigliato di sottoporsi ad un intervento di rinoplastica associato ad una mentoplastica, facendomi vedere al computer un’elaborazione grafica del possibile risultato. Che grado di affidabilità hanno questo tipo di elaborazioni grafiche?
R. Le elaborazioni dell'immagine sono molto utili e affidabili nella chirurgia del naso e del mento. Bisogna ricordare, però, che la chirurgia estetica non è una scienza esatta e il conseguimento del risultato elaborato al computer non potrà essere garantito al 100%.
D. A che età è consigliabile sottoporsi ad un intervento di mentoplastica?
R. Non esistono limiti di età per sottoporsi ad un intervento di aumento del volume del mento, ma è preferibile aspettare la fine dello sviluppo delle strutture ossee che avviene generalmente intorno ai 15-16 anni.
D. Nella mentoplastica dove vengono fatte le incisioni?
R. Le incisioni fatte per aumentare mediante protesi un mento sfuggente o per ridurre il volume di un mento sporgente vengono praticate all’interno delle cavità orale e quindi sono assolutamente invisibili.
D. Ho 42 anni e purtroppo ho già un evidente doppio mento che rende il mio profilo antiestetico. Come posso fare per eliminare questo difetto?
R. Generalmente la presenza del doppio mento dipende da un eccesso di grasso o da un cedimento del tessuto cutaneo. Nel primo caso il grasso in eccesso potrà essere aspirato mediante una piccola liposuzione, mentre nel secondo caso è più indicato un intervento di lifting del collo che consentirà di eliminare la pelle in eccesso e dare maggiore tonicità alla regione mentoniera. Talvolta, invece, la mancanza di proiezione può dipendere da un mento sfuggente che potrà essere corretto mediante l’impianto di una protesi (mentoplastica) inserita attraverso un’incisione praticata all’interno della cavità orale o sotto la piega del mento.
D. La liposuzione è un intervento sicuro?
R. Molte migliaia di liposuzioni e di liposculture sono eseguite ogni anno con successo in tutto il mondo. Quando questo tipo di intervento viene eseguito da uno specialista in chirurgia plastica esperto nel modellamento del corpo (body contouring), in strutture autorizzate, con la dovuta assistenza anestesiologica, i risultati sono generalmente molto buoni. E’ importante però non prendere alla leggera questo intervento e non cadere nella tentazione di rivolgersi a medici non specialisti che eseguono interventi a basso costo in strutture non autorizzate (centri estetici, ambulatori, ecc.) perché si tratta comunque di una procedura chirurgica vera e propria dove le complicanze (infezione, ematomi) sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente risolte solo se l’intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica all’interno di strutture debitamente attrezzate.
D. La liposuzione può essere un'alternativa alla dieta?
R. No. La liposuzione e la liposcultura consentono di rimuovere adiposità localizzate che non possono essere eliminate in altri modi, ma non costituiscono un’alternativa alla dieta. Spesso, però, il modellamento conseguito con la liposuzione e la liposcultura costituisce lo stimolo per avere maggior cura del proprio corpo e del proprio peso.
D. Volendomi sottoporre ad una liposuzione delle cosce, vorrei sapere se prima dell’intervento è utile seguire una dieta.
R. In genere consiglio alle mie pazienti di sottoporsi alla liposuzione quando hanno raggiunto un peso che pensano di potere mantenere. E’ buona norma comunque anche dopo l’intervento seguire una dieta bilanciata e fare esercizio fisico.
D. Quanto chili si possono perdere con la liposuzione?
R. La liposuzione non è un intervento chirurgico che serve per dimagrire ma per rimodellare il corpo ed eliminare accumuli di grasso localizzati in alcune aree specifiche del corpo e che non è possibile rimuovere né con la dieta né con l’esercizio fisico. In genere nel corso di una liposuzione o liposcultura non si aspirano più di 3-4 litri di grasso.
D. Il risultato estetico ottenuto con la liposuzione è definitivo o dopo qualche tempo è possibile che si riformino i cuscinetti di grasso eliminati in precedenza?
R. Il risultato della liposuzione e della liposcultura può considerarsi permanente purchè abbiate l’accortezza di seguire una dieta bilanciata e di fare esercizio regolarmente. Infatti, la liposuzione e la liposcultura eliminano in maniera definitiva un certo quantitativo di cellule adipose (grasso), ma se avete la tendenza ad ingrassare e non tenete sotto controllo la vostra alimentazione, le cellule adipose rimaste finiranno con l’espandersi creando nuovamente degli antiestetici cuscinetti.
D. In che periodo è preferibile sottoporsi ad una liposuzione?
R. L’intervento di liposuzione può essere effettuato durante tutto il corso dell'anno, ma è preferibile, come per tutti gli interventi di chirurgia estetica, farlo d’inverno per evitare gli effetti negativi della fotoesposizione (pigmentazione delle cicatrici ed eccessivo calore ed edema delle zone trattate).
D. La liposuzione è un intervento doloroso?
R. No. Subito dopo l’intervento si avvertirà per 2-3 giorni una sensazione di indolenzimento nella zona trattata che varia a seconda delle persone e dell’entità dell’intervento. Si tratta comunque di un dolore sopportabile che può essere alleviato con degli analgesici.
D. Ho sentito parlare che dopo la liposuzione è necessario indossare una guaina. E’ vero? E per quanto tempo?
R. Subito dopo l’intervento è necessario indossare una guaina compressiva o delle calze elastiche da 140 den per almeno una settimana. Si tratta di un indumento assolutamente non fastidioso che serve per comprimere meglio i tessuti aspirati e limitare il gonfiore. Dopo la rimozione dei punti è consigliabile portare la guaina ancora per 3-4 settimane a seconda dell’entità del grasso asportato e dalla sede dove è stato fatto l'intervento.
D. Qual è la differenza tra liposuzione, liposcultura e lipoaspirazione?
R. La liposuzione e la lipoaspirazione sono sinonimi e consentono di scolpire il corpo rimuovendo depositi di grasso non desiderati da aree specifiche come l’addome, i fianchi, i glutei, le cosce, le ginocchia, gli arti superiori, il mento, le guance e il collo.
La liposcultura è un’evoluzione della liposuzione in quanto utilizza delle microcannule per “scolpire” aree molto selezionate del corpo.
Talvolta la liposuzione e la liposcultura possono essere eseguite in associazione alla tecnica del lipofilling (detta anche lipostruttura) che consiste nel prelevare mediante un sottile ago o una cannula piccole quantità di grasso che vengono poi iniettate nelle zone che presentano delle leggere depressioni.
D. Ho 39 anni e nonostante le continue diete ho sempre i polpacci, le ginocchia e le caviglie molte grosse. Vorrei sapere se con la liposuzione è possibile risolvere il mio problema o se esistono altri tipi di interventi chirurgici o di trattamenti di medicina estetica in grado di rimodellare la parte bassa delle gambe.
R. Poiché la tecnica della liposuzione consiste nell’aspirazione dei depositi di grasso localizzati in alcune aree specifiche del corpo (es. cosce, glutei, ginocchia, ecc.), se esistono le giuste indicazioni è possibile ottenere dei buoni risultati anche con la lipoaspirazione dei polpacci e delle ginocchia. Se però il volume dei polpacci e delle caviglie è causato da una struttura ossea e muscolare particolarmente sviluppata e non da un accumulo localizzato di grasso, la liposuzione non è in grado di apportare il miglioramento desiderato. Purtroppo in chirurgia plastica ed estetica non esistono altre tecniche per ridurre il volume dei polpacci e delle caviglie, anche se recentemente alcuni medici giapponesi hanno utilizzato la tossina botulinica (Vistabex) per provocare una temporanea atrofia dei muscoli del polpaccio e ridurre indirettamente il volume della fascia muscolare.
D. Dopo quanto tempo da una liposuzione si può tornare al lavoro?
R. Nella liposuzione la durata della convalescenza dipende dall'estensione e dal numero delle aree trattate e dalla quantità di grasso che viene aspirata. Generalmente a partire dal terzo giorno è possibile riprendere a svolgere una vita normale evitando però le attività faticose. Dopo 4-5 giorni si può riprendere l’attività lavorativa se non eccessivamente faticosa e a partire dalla terza settimana si può tornare gradualmente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.
D. Ho dei problemi di circolazione e vorrei sapere se posso comunque sottopormi ad un intervento di liposuzione?
R. La liposuzione e la liposcultura possono in genere essere eseguite anche in pazienti con problemi di circolazione. In questi casi, però, consiglio sempre un esame doppler arterioso e venoso per escludere patologie vascolari in atto.
D. Quali indicazioni vanno seguite prima di sottoporsi ad una liposuzione?
R. Come per ogni tipo di intervento chirurgico, prima di operarsi i fumatori dovrebbero ridurre l’uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e ritardi di guarigione. E’ inoltre consigliabile interrompere l'assunzione di farmaci derivati di FANS che potrebbero favorire il sanguinamento come aspirina, aulin, moment, ecc.
D. Dopo la liposuzione è necessario fare il linfodrenaggio?
R. Dopo la liposuzione o la liposcultura può essere utile, ma non indispensabile, fare il linfodrenaggio per accelerare la guarigione e ridurre più velocemente il gonfiore, ma non deve essere eseguito prima di due mesi dall’intervento.
D. La liposuzione può essere fatta in ospedale o in strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale?
R. No. La liposuzione non può essere fatta con l'assistenza del SSN.
D. Ho la classica pelle “a buccia d’arancia” e vorrei sapere se la liposuzione può migliorare la consistenza della mia pelle?
R. No. La liposuzione agisce al di sotto del derma eliminando gli accumuli di grasso, ma non è in grado di levigare o migliorare la qualità della pelle.
Ho 65 anni e vorrei sottopormi ad un intervento di lifting al volto. Quali risultati si possono ottenere alla mia età?
R. Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento. Il lifting infatti viene eseguito con successo anche in persone tra i 70 e gli 80 anni, anche se i risultati migliori si ottengono nei pazienti la cui pelle ha conservato una buona elasticità.
D. Quali indicazioni vanno seguite prima di sottoporsi ad un lifting?
R. Se siete fumatori è fondamentale che interrompiate del tutto questa abitudine almeno 4 settimane prima dell’intervento in quanto il fumo inibisce l’afflusso di sangue verso la cute e può interferire con la guarigione delle ferite. Inoltre, nelle due settimane che precedono l’intervento è importante evitare l’assunzione di farmaci FANS che potrebbero favorire il sanguinamento come aspirina, aulin, moment, ibuprofene, ecc.
D. Che tipo di anestesia viene praticata durante l’intervento di lifting ?
R. Solitamente il lifting viene eseguito in anestesia generale (il paziente viene cioè completamente addormentato), ma è anche possibile effettuare l'intervento in anestesia locale con sedazione per via endovenosa.
D. In quale tipo di struttura medica può essere eseguito un lifting?
R. L'intervento può essere eseguito in casa di cura oppure in una struttura autorizzata di Day Surgery e può rendersi necessaria una o due notti di ricovero.
D. Quanto tempo dura il risultato estetico conseguito con un lifting?
R. La durata del risultato ottenuto con un intervento di lifting dipende da fattori costituzionali del paziente come pure dal tipo di vita che questi conduce. Il processo di invecchiamento, ovviamente, continua anche dopo un lifting. Alcuni pazienti preferiscono ripetere l'intervento a distanza di tempo. In genere, tuttavia, la durata di un lifting può essere compresa fra i 5 e i 10 anni.
D. Le cicatrici del lifting sono visibili?
R: Nell’intervento di lifting le incisioni sono poco visibili perché restano nascoste fra i capelli, nonché davanti e dietro le orecchie. A volte può essere necessaria un’incisione sotto il mento per migliorare l’aspetto del collo, ma anche questa cicatrice è generalmente poco visibile.
D. Con il lifting si eliminano le rughe del volto?
R. In linea di massima il lifting non agisce sulle rughe ma solo sul cedimento dei tessuti: tuttavia distendendo la pelle alcune rughe si faranno meno visibili come quelle del solco nasale, delle guance, ma non quelle delle labbra. D’altra parte il lifting ha un effetto indiretto sulle rughe a zampa di gallina e su quelle fra le sopracciglia, se il chirurgo indebolisce quei muscoli la cui contrazione è alla loro origine.
D. Dopo un lifting quand’è che ci si può mostrare in pubblico?
R. La risposta varia da persona a persona, alcuni visi si sgonfiano rapidamente fin dal terzo-quarto giorno, ma in genere bisogna calcolare circa 15-20 giorni per essere veramente presentabili.
D. Dopo quanto tempo da un intervento di lifting potrò espormi al sole?
R. Nei giorni immediatamente successivi è sconsigliata l’esposizione al sole, soprattutto nell’eventualità in cui si fossero formati degli ematomi. Quando nelle 2-3 settimane successive l’edema e il gonfiore saranno progressivamente scomparsi sarà possibile esporsi al sole a patto di non esporre le cicatrici.
D. Dopo il lifting, quand’è possibile riprendere l’attività sportiva?
R. A partire dalla terza settimana potrete riprendere gradualmente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva, purché evitiate di fare movimenti bruschi ed esagerati con il collo. Il nuoto è sconsigliato per alcuni mesi fino a quando le cicatrici non saranno perfettamente guarite.
D. Quanti lifting si possono fare e a distanza di quanto tempo l’uno dall’altro?
R. A distanza di circa un anno dal primo lifting è possibile farsi fare un ritocco per correggere lievi imperfezioni eventualmente residuate dopo il primo intervento. Inoltre, poiché il risultato estetico ottenuto con il lifting è duraturo ma non permanente, in quanto condizionato sia dal vostro stile di vita (aumento e perdite di peso, fumo, ecc.) che dagli inevitabili effetti della gravità e dell’invecchiamento, potranno essere sempre effettuati ulteriori lifting a distanza di circa 5 anni l’uno dall’altro, ma si tratterà di interventi più difficili e delicati.
D. Vorrei sottopormi ad un lifting cervico-facciale e ottenere un ringiovanimento il più possibile naturale e non esagerato come si vede su qualche rivista. E’ possibile sapere prima il grado di ringiovanimento che si otterrà con il lifting?
R. Il chirurgo plastico esperto nel rimodellamento del volto cerca sempre di conferire al viso un aspetto ringiovanito che sia al tempo stesso naturale e rispettoso della vostra fisionomia. Contrariamente ai chirurghi americani che a richiesta delle pazienti fanno lifting molto evidenti che vengono esibiti in pubblico con grande soddisfazione delle pazienti, quelli europei cercano di ottenere un risultato il più possibile naturale ed armonioso. Accade persino che gli amici non riescano a notare, al di là dell’aspetto più fresco e riposato, che il viso abbia subito un vero e proprio intervento chirurgico. Ovviamente il tipo di lifting e di ringiovanimento che il chirurgo dovrà eseguire verrà deciso d’accordo con voi e in armonia con la vostra fisionomia.
D. Ho il labbro superiore molto sottile e vorrei un consiglio sulle tecniche più indicate e sui materiali più sicuri per aumentare il volume delle labbra.
R. L’aumento del volume delle labbra può essere conseguito mediante diverse procedure mediche e/o chirurgiche che consistono nell’utilizzo di materiali di riempimento iniettabili (fillers), impianti solidi (fili), innesti di tessuto o lembi locali. La scelta del tipo di procedura (medica o chirurgica) e del materiale utilizzabile dipende dal risultato estetico che si vuole conseguire e dalla tollerabilità o meno dei prodotti utilizzati.
I materiali di riempimento possono essere riassorbibili, semipermanenti o permanenti.
I fillers riassorbibili come il collagene e l’acido ialuronico hanno il vantaggio di essere facilmente tollerati dall’organismo ma danno un aumento di volume temporaneo (dai 4 agli 12 mesi).
I fillers semipermanenti hanno il pregio di dare un risultato estetico più duraturo (dai 12 ai 36 mesi) ma, seppur raramente, possono provocare reazioni da corpo estraneo (granulomi).
I fillers permanenti, come il silicone, hanno il vantaggio di dare un risultato estetico definitivo ma talvolta possono dare una reazione di rigetto non prevedibile e difficilmente controllabile e correggibile. A mio parere, comunque, è sempre preferibile l’uso di fillers riassorbibili perché consentono al paziente di decidere se proseguire il trattamento o tornare alla sua condizione naturale e non provocano alcun effetto collaterale.
D. Esistono dei trattamenti estetici o degli interventi di chirurgia estetica in grado di garantire un aumento definitivo e permanente delle labbra?
R. Per ottenere un aumento permanente del volume delle labbra è possibile procedere o al riempimento con materiali permanenti (fillers), o all’impianto di fili costituiti da materiale non riassorbibile inseriti all’interno delle labbra (vermiglio) o lungo il contorno della bocca, o all’innesto di tessuto o di grasso prelevato da una parte del corpo e impiantato nelle labbra (es. lipofilling) o, infine, utilizzare dei lembi locali effettuando delle incisioni (a forma di W, V o Y) nella parte interna della bocca e trasferendo un lembo di tessuto locale all’esterno delle labbra.
D. Ho 60 anni e intorno alle labbra si sono formate delle piccole rughe abbastanza profonde. Vorrei sapere qual’è il trattamento più indicato per questo problema.
R. Le rughe che si sviluppano verticalmente sopra e sotto il contorno della bocca (rughe periorali) sono frequenti nelle persone con pelle sottile e in quelle e che contraggono molto il muscolo orbicolare della bocca (ad esempio le donne fumatrici). Nell’uomo, invece, la cui pelle è molto più spessa, questo difetto estetico non si riscontra quasi mai. Le rughe periorali possono essere solo migliorate, ma non eliminate del tutto, con una combinazione di vari trattamenti che agiscono su tutti gli elementi che ne determinano l’insorgenza. Più precisamente, la cute deve essere trattata con delle tecniche che permettano di levigare lo strato più superficiale come il laser erbium . Il grasso sottocutaneo che si è assottigliato deve essere rimpiazzato con materiali di riempimento quali acido ialuronico, ma soprattutto collagene. Infine, il muscolo orbicolare della bocca deve essere decontratto mediante piccole iniezioni di tossina botulinca per permettere al muscolo di rilassarsi e inibire la formazione delle rughe da espressione.
D. Ho 23 anni. Devo sottopormi ad un intervento di asportazione di una cisti sulla schiena ma siccome ho difficoltà a cicatrizzare ho paura che possa venirmi un cheloide. Cosa mi consiglia?
R. Purtroppo la probabilità che si formi una brutta cicatrice non dipende dalla maggiore o minore abilità del chirurgo, ma dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.
Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molte: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura. Inoltre in alcune regioni del corpo, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle, le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti.
D. Sono una ragazza di 28 anni. Sullo sterno mi si era formata una piccola cicatrice che a distanza di qualche tempo è diventata gonfia e sporgente e assolutamente antiestetica. E’ possibile eliminarla con il ricorso alla chirurgia plastica?
R. Le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.
Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici (revisione della cicatrice).
In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall’evento che ne ha determinato l’origine per consentire alla cicatrice di raggiungere la sua conformazione definitiva.
Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l’escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.
Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l’escissione dell’intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l’elemento determinante nell’insorgenza di cicatrici patologiche.
D. Ho sentito parlare di un trattamento chiamato dermopigmentazione cutanea per eliminare le cicatrici. Che cos’è e come funziona?
R. La dermopigmentazione cutanea è un trattamento usato in chirurgia estetica per pigmentare la cute e coprire le cicatrici soprattutto quelle formatesi in seguito ad interventi di mastectomia e di mastoplastica riduttiva. Questo trattamento consiste nell’effettuare una sorte di tatuaggio (pigmentazione) sulla cute interessata (ad esempio sull’areola del capezzolo) al fine di coprire le cicatrici o di ricostruire l’areola asportata con la mastectomia.
D. Esistono interventi chirurgici che non lasciano cicatrici?
R. No. Qualunque intervento chirurgico procura necessariamente delle cicatrici. Tutte le tecniche chirurgiche cercano di nascondere il più possibile il segno dell’incisione (ad es. nelle pieghe della pelle, all'interno del naso, dietro le orecchie, ecc.) ma, comunque, la cicatrice rimane sempre. Sarà cura del chirurgo plastico nasconderle e farle più piccole e invisibili possibile.
Che cos’è la cellulite?
R. Il termine “cellulite” viene comunemente usato per indicare una condizione caratterizzata da una pelle "a buccia d'arancia" che presenta, talvolta, delle formazioni nodulari sottocutanee dolenti al tatto. La cellulite quindi non è un accumulo localizzato di grasso (cosiddetto “cuscinetto”), ma una degenerazione del tessuto cutaneo associata spesso a problemi di ritenzione idrica.
D. La liposuzione può eliminare la cellulite?
R. Il termine “cellulite” viene comunemente utilizzato per indicare una pelle dall’aspetto "a buccia d'arancia" che talvolta presenta gonfiori derivanti da problemi di ritenzione idrica o noduli sottocutanei dolenti al tatto. La cellulite è quindi una cosa diversa dai cosiddetti “cuscinetti” ovvero dagli accumuli di grasso localizzati in alcune aree specifiche del corpo (addome, fianchi, glutei, cosce, ginocchia, ecc.). La liposuzione e la liposcultura consentono di scolpire e rimodellare il corpo rimuovendo i depositi di grasso non desiderati (cuscinetti), ma non servono né ad eliminare né a migliorare la cellulite. Esistono invece dei trattamenti medici come la mesoterapia, l’elettrolipolisi, la ionoforesi, ecc., che possono migliorare l’aspetto della cellulite (senza peraltro farla sparire completamente!) se eseguiti con continuità e associati ad una dieta bilanciata. Esistono, infine, dei trattamenti di tipo meccanico, come il linfodrenaggio manuale e la nuova LPG-Endermologie, che possono essere molto utili per migliorare la cellulite e per accelerare i tempi di guarigione dopo un intervento di liposuzione.

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ANESTESIA

D. Da cosa dipende la scelta tra anestesia locale e generale?
R. La scelta del tipo di anestesia dipende principalmente dall’estensione delle aree da trattare, dalla durata presumibile dell’intervento e dal peso del paziente. L’anestesia locale è sicura quando la dose di farmaci iniettati nei tessuti non è eccessiva. La dose di anestetico locale che potrebbe essere tossica varia a seconda dei casi. La maggior parte degli interventi si può fare in anestesia locale con sedazione, cioè con il paziente sveglio ma rilassato e insensibile al dolore, in regime di day hospital. Per gli interventi più importanti o nel caso di pazienti molto “emotivi” è preferibile il ricorso all’anestesia generale per inalazione.
D. Ho sentito parlare di “anestesia locale con sedazione”. Cosa significa? E’ altrettanto sicura ed efficace?
R. L’anestesia locale con sedazione è una forma altrettanto sicura ed efficace di anestesia, consigliata soprattutto per i piccoli interventi di chirurgia estetica (piccole liposuzioni, piccole mastopessi, piccole rinoplastiche, otoplastiche, ecc.) e consente al paziente di rimanere sveglio ma rilassato e di non sentire alcun dolore. La sedazione viene praticata mediante la somministrazione per via endovenosa di farmaci ad azione ansiolitica (che diminuiscono la paura e la tensione derivanti dall’intervento), analgesica (che diminuiscono il dolore), ipnotica (che fanno appisolare), o che inducono amnesia sulla durata e lo svolgimento dell'intervento. Se il paziente lo desidera è comunque possibile non effettuare alcuna sedazione.
D. Che cosa significa “day hospital”?
R. Il termine “day hospital” viene usato per indicare interventi di chirurgia estetica eseguiti in centri ambulatoriali autorizzati e perfettamente attrezzati da cui si viene dimessi nello stesso giorno dell'intervento. Molti interventi di chirurgia estetica oggi possono essere eseguiti con questo tipo di ricovero.
La rinoplastica è l’intervento di rimodellamento del naso,  mediante il quale vengono modellati dal chirurgo i vari tessuti del naso (pelle, osso, cartilagine) per eseguire le correzioni dei difetti o degli inestetismi come gibbosità del dorso, asimmetrie della piramide, irregolarità della punta.
Com’è  il naso ideale?
Il naso ideale non esiste. Esso infatti varia da viso a viso e dipende dal tipo di carnagione, razza, età ed altre variabili.
Essendo il naso una  parte molto evidente del volto, la sua forma e grandezza può rappresentare la caratteristica principale di un viso e questo elemento va tenuto sempre presente prima di operare qualsiasi trasformazione pur migliorativa nel naso.
 In che senso,?
Nel senso che un “nasino“ perfetto può essere l’ideale per una ragazza adolescente ma può non esserlo per una donna matura e sicuramente sarà un “disastro” per un uomo cinquantenne!
 Certo. E poi ci sono le caratteristiche individuali….
Esattamente. La correzione deve essere  rivolta alla sola eliminazione  dei difetti, nel pieno rispetto  delle  caratteristiche  peculiari di quel determinato viso.
 Come “verrà” il mio naso?
Durante la visita  iniziale, vi sarà chiesto ciò che non vi piace del vostro naso e quali sono le vostre aspettative. Alcune persone desiderano una forma o grandezza diversa, altri vogliono rimediare i danni causati da incidenti, altri solo respirare meglio. Saranno fatte anche foto del vostro naso ed elaborate con l’aiuto del computer. Questo servirà a programmare la migliore correzione possibile del profilo del naso, ma anche e soprattutto ad armonizzare la nostra possibilità effettiva di miglioramento con la vostra aspettativa.
In alcuni casi modeste correzioni del mento e dello zigomo possono aiutare ad armonizzare il vostro viso.
 Mi ci saprò vedere col mio nuovo naso?
Il colloquio preoperatorio serve proprio a questo!
Il risultato di una rinoplastica dipende non solo dall’abilità tecnica del chirurgo e dal suo senso artistico, ma anche da una perfetta sintonia tra il desiderio del paziente e quello del chirurgo.In definitiva, un naso ben operato non deve avere un aspetto "artificiale", ma deve mantenere la  naturalezza dei suoi tratti per ben armonizzarsi con il volto.
 Come avviene l’intervento?
La rinoplastica può essere eseguita sia in anestesia locale che anestesia generale. Generalmente la durata dell’intervento può essere di una o due ore, anche se può essere richiesto un tempo maggiore in alcuni casi. Le incisioni vengono eseguite all’interno del naso.
La rinoplastica viene comunemente  eseguito  in regime di “Day Hospital” ed il paziente viene dimesso alcune ore dopo l’intervento.
 E’ possibile migliorare la  respirazione?
Sicuramente. Quando esistono problemi respiratori ad esempio legati ad una deviazione del setto nasale, la rinoplastica può migliorare anche la  funzionalità del naso.
 L’intervento è doloroso?
    No. Pur avendo a disposizione una vasta gamma di moderni farmaci antidolorifici, generalmente non è necessario utilizzarli.
 Cosa succede dopo l’intervento?
Molti pazienti che hanno subito una rinoplastica, riprendono la loro attività nel giro di pochi giorni. La medicazione consiste in un piccolo gesso sul dorso del naso e non è più richiesto l’uso di tamponi interni se non per qualche ora.
Dopo un mese il naso è consolidato e potrete riprendere anche attività ginnico-sportive.
Ma vale la pena che io mi operi?
Se vi siete mai chiesti come un intervento di rinoplastica potrebbe migliorare il vostro aspetto ( o  la vostra sicurezza …)  è necessaria una visita.


La decisione se operarvi o meno è individuale e deve essere ben ponderata.
Proprio per questo il chirurgo vi può essere di aiuto.

 

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