Un chirurgo per Amica

Un chirurgo per Amica

Maria Luisa Pozzuoli, chirurgo plastico, ci racconta il suo percorso di vita e di come sia divenuta da qualche tempo una vera torinese. Cosa ama in particolare di questa città? Saluto tutti gli affezionati lettori. Da qualche anno vivo e lavoro a Torino. Amo questa città per la sua splendida architettura e per la sua storia. Adoro trovarmi in una città che ritengo a misura d’uomo. Che cosa vorrebbe cambiare di questa città? Vorrei diventasse una città più sicura e alcune zone fossero maggiormente controllate per evitare episodi di microcriminalità diurna e aggressioni fisiche soprattutto nei confronti degli appartenenti alle categorie più deboli. Come riesce a conciliare la professione di chirurgo con gli impegni di mamma e moglie? Quante ore lavora al giorno?

Poiché ci risulta che i suoi studi abbiano sede Torino, Brescia e Roma. Lavoro anche tredici ore al giorno; molto tempo lo trascorro al mattino in sala operatoria mentre al pome¬riggio ricevo i pazienti per consulti e ritocchi, quali tossina botulinica, fillers e peelings. Finalmente, intorno alle 20 e 30 abbraccio mia figlia e gioco con lei. Poi tanto tempo per parlare con mio marito della mia e della sua professione. Ha mai pensato di scrivere un libro simile a quello realizzato da un suo collega, il Prof. Marco Gasparotti? Magari inserendo con il permesso dei suoiArticolo CoolTo – Pozzuoli – Chirurgia Estetica pazienti le “trasformazioni” effettuate su personaggi dello spettacolo, della cultura e della politica? Mi piacerebbe scrivere un libro sulle motivazioni psico¬logiche per le quali una donna si convince ad andare e talvolta trasformarsi dal chirurgo plastico. A tal proposito ci può raccontare u aneddoto simpatico che potrebbe riguardare qualche suo paziente? L’anno scorso una paziente romana che si era già sottoposta a quattro interventi di mastoplastica additiva (aumento di volume del seno) per rassomigliare alla maggiorata Pamela Anderson arrivò nel mio studio di Roma chiedendomi una taglia paragonabile alla decima. Le spiegai che non esisteva una protesi del genere in commercio e che comunque mi sarei rifiutata di praticare l’intervento su un seno già martoriato e pieno di cicatrici come il suo. Bisogna sapere anche quando dire di no ad un paziente. Si può essere un buon chirurgo e al tempo stesso non svilire la propria femminilità? Prima di essere un chirurgo sono una donna; indosso il camice senza tralasciare i tacchi da dodici centimetri, la gonna ed accessori femminili quali anelli ed orecchini alla moda. Solo in sala operatoria mi “spoglio” dei miei amuleti e raccolgo a malincuore i miei lunghi capelli sotto la cuffia. Parliamo di look. A cosa non potrebbe mai rinunciare? Le unghie curate, il trucco impeccabile e naturalmente i capelli liscissimi. Sul suo comodino c’è posto e tempo perun libro? Se si quale? Si. Undici Minuti di Paulo Coelho. La musica è armonia. II suo genere preferito? Quando l’ascolta? Adoro Mina, dagli anni ’60 all’ultimo album, la lounge music come Buddha Bar e Cafe del Mar. Un desiderio? Dal punto di vista professionale o personale? Vorrei aprire una clinica del benessere a 360° accompagnando il paziente lungo un percorso ideale di trattamenti legati al benessere fino alla chirurgia plastica. Dal punto di vista personale mi ritengo appagata perché ho una splendida famiglia. Quali sono i suoi prossimi progetti? Sperimenterò come medico un nuovo prodotto americano: una sorta di filler. Vi farò sapere…

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